Monza

1. Duomo

Dedicato a S. Giovanni Battista, sorge sul luogo dove, intorno al 595, la regina Teodolinda fece costruire una basilica. Secondo una leggenda medievale, Teodolinda scelse questo luogo perché indicatole in sogno da una colomba. È interessante anche il fatto che l’unione delle parole Modo (qui) ed Etiam (sì), pronunciate secondo la leggenda dalla colomba e da Teodolinda, danno origine al nome della città, Modoetia. Nel 1300 furono iniziati i lavori della nuova basilica. La torre campanaria risale al XVI-XVII secolo.

 

2. La corona ferrea di Teodolinda

La famosissima Corona Ferrea si trova custodita nella cappella di Teodolinda a Monza ed è senz’altro la prima cosa che viene in mente quando ci si chiede “cosa vedere a Monza”. La corona è composta da sei piastre rettangolari incurvate, legate fra loro; ogni piastraè decorata con tre gemme incolonnate, affiancate da quattro rosette sbalzate disposte a croce. Il cerchio di metallo bianco all’interno, che dà il nome di ‘ferrea’ alla corona, sarebbe stato realizzato con uno dei chiodi della Croce. La corona fu costruita probabilmente alla fine del V secolo ed è stata utilizzata per le incoronazioni dai primi carolingi fino a Napoleone e Ferdinando I d’Austria.

 

3. Cappella Espiatoria

La Cappella sorge nel punto in cui il 29 luglio 1900 l’anarchico Gaetano Bresci uccise il re Umberto I di Savoia al termine di una manifestazione sportiva. L’erede e successore Vittorio Emanuele III incaricò l’architetto Giuseppe Sacconi, autore dell’Altare della Patria a Roma, di progettare un edificio commemorativo ricco di elementi simbolici, inaugurato nel 1910.

 

4 .  Architetture civili

Passiamo ora alle architetture civili da vedere a Monza: il Palazzo di Giustizia è collocato presso piazza Garibaldi e sorge sui resti del seminario di Monza, di cui rimane solo un’ala a occidente. Poi andiamo al Mulino Colombo, chiamato anche “Mulino di S.Gerardino”: è attivo dall’inizio del XVIII secolo e fu utilizzato per la macinazione del grano, per la lavorazione della lana e dal 1871 come frantoio. All’interno si trovano il torchio e altri attrezzi in ottimo stato di conservazione. Ecco perché il mulino è una sede espositiva del Museo etnologico di Monza e Brianza.

 

5.  l’Arengario

L’ arengario di Monza è un grande esempio di architettura comunale in Lombardia; è il centro laico del potere dalla fine del XIII secolo. Prima che fosse costruito, l’amministrazione comunale esercitava le funzioni pubbliche nel chiostro del Duomo. Intorno al 1290 venne eretto l’Arengario assieme al Palazzo pretorio, sede del podestà. L’edificio fu anche destinato ai commerci. Nella grande aula superiore, che nel Medioevo era una prigione notturna, si radunavano i consigli del Comune e dei mercanti, mentre oggi è sede di mostre.

 

6. La Villa, i Giardini Reali e il Parco

sono i luoghi più rappresentativi della maestosità e dell’importanza del ruolo acquisiti dall’antica città regia sul finire del Settecento, quando l’arciduca Ferdinando d’Austria decide di far erigere una residenza principesca fuori Milano adatta a rappresentare il potere regio più del Palazzo Reale di Milano.

 

  • VILLA REALE

Nonostante i numerosi interventi subiti nel corso degli anni, Villa Reale conserva tuttora la struttura originaria progettata dal Piermarini. La planimetria segue lo schema aperto a ‘U’ sull’asse principale est-ovest, con corte d’onore, la Cappella e la Cavallerizza, una vasta anticorte semicircolare e corpi di servizio ai lati. Il corpo principale si sviluppa su tre piani compreso quello terreno Nella facciata prevale un andamento orizzontale, scandito da due ordini di finestre e interrotto al centro dal volume della scalinata a più rampe che conduce al piano nobile chiuso in alto dal Belvedere. Le altre facciate sono più semplici e al centro di ogni ala risalta un attico con il quadrante dell’orologio. Alla caduta di Napoleone la villa regia passa di nuovo agli Asburgo che rivolgono particolare cura ai Giardini, alle serre e al Parco. Umberto, figlio di Vittorio Emanuele II, dopo l’annessione della Lombardia al Piemonte del 1859, soggiorna spesso nella villa di Monza e da avvio a importanti interventi di rinnovamento. Dopo l’assassinio di Umberto I, avvenuto il 29 luglio 1900, la Villa viene svuotata degli arredi, chiusa e abbandonata. Negli anni Venti verrà riaperta in occasione delle Biennali d’arte.

 

  • IL PARCO DI MONZA

Il Parco nasce nel 1805 come riserva di caccia e tenuta agricola sperimentale, con regio decreto di Napoleone I, che ordinava l’annessione ai Giardini Reali di una fascia di terra di 5 km a nord-ovest di Monza. L’area era di circa 750 ettari e comprendeva due ville dei conti Durini, cascine, mulini, campi, vigneti, prati e boschi principalmente di roveri e un ampio tratto del Lambro che, con le sue larghe anse, attraversa la tenuta da nord a sud. Il responsabile del progetto di ammodernamento è Luigi Canonica che traccia lunghi viali che volgono su straordinarie prospettive verso le Prealpi, Monza e la Brianza. Il progetto prevede la costruzione della cascina S. Fedele, per la quale utilizza particolari architettonici della chiesa milanese di S. Maria di Brera; un viale di carpini fra le ville Mirabello e Mirabellino. Inoltre, utilizzando i materiali di spoglio delle fortificazioni e del Castello visconteo di Monza, erige un muro di cinta di circa 14 km, dando vita ad uno dei parchi recintati più grandi d’Europa.  Del 1922 sono la costruzione dell’Autodromo Nazionale e dell’Ippodromo; del 1929 il Golf Club con un impianto a 18 buche.

 

  • ROSETO

Roseto “Niso Fumagalli”: allestito nel 1963 nell’antico giardino degli agrumi e dei fiori di fianco al Serrone, è curato dall’Associazione italiana della Rosa; è sede dell’annuale “Concorso internazionale per le rose nuove” che si svolge nel mese di maggio. Nel roseto si conservano tutte le varietà di rose vincitrici delle edizioni disputate fino ad oggi.